Una comunità, una storia

Più di 150 anni, ma non li dimostra

Nel centro della cittadina di Vinovo a 15 km da Torino, accanto al castello ed a due passi dalla Chiesa di San Bartolomeo e dalle piazze, sorge la scuola per l’infanzia “ Luigi Rey ". È una scuola storica: per 150 anni è stata infatti, fino al 1960, l’unica scuola materna del paese e continua attualmente a svolgere la sua missione, rendendo un ottimo servizio alla comunità.

Trattandosi di una scuola di ispirazione cristiana, il suo l’obiettivo primario consiste nel collaborare con la famiglia alla formazione della personalità del bambino, in coerenza con valori cristiani ed universali quali pace, condivisione, accoglienza, fratellanza e rispetto. Proprio in ragione di tali obiettivi, l’Asilo Luigi Rey ha scelto di avvalersi, fin dall’origine, del contributo delle Suore della Congregazione di San Giuseppe di Pinerolo, che ancor oggi fanno parte, insieme alle maestre laiche, del corpo docente della Scuola.

La Scuola si fonda sui suoi soci, tutti a titolo volontario, che, attraverso l’Assemblea dei soci, approvano il bilancio, deliberano le eventuali modifiche allo statuto (successivamente approvate dalla Giunta Regionale), ed eleggono il Consiglio di Amministrazione, cui è affidata l’amministrazione dell’Istituto. Il Consiglio di Amministrazione è formato da Presidente, vice Presidente, Segretario e Tesoriere; alle sedute del Consiglio partecipano inoltre. come membri di diritto, il parroco e l’ultima discendente della famiglia Rey. Fu infatti proprio questa famiglia di piccoli industriali vinovesi, nella persona di Luigi Rey, a fondare la Scuola ed contribuire in maniera determinante al suo sviluppo nei primi anni.

Dall’archivio storico dell’Asilo e da quello comunale emerge, anche se in modo frammentario, la storia dell’Istituto e del suo fondatore. Luigi Rey, nato a Torino nel 1811, aveva fondato insieme ai fratelli una teleria in Torino, successivamente trasferita, nel 1843, all’interno del Castello di Vinovo, acquistato allo scopo nel medesimo anno. Qui si era stabilito con la moglie, Rosa Cardone, e qui aveva avuto la sua prima figlia Emma, morta di polmonite all’età di soli cinque anni. Proprio la morte della bambina e il dolore per questo lutto, portano l’imprenditore a considerare con occhi nuovi le difficoltà affrontate dalle famiglie dei suoi operai nell’accudire e crescere i figli e fanno sì che, qualche anno dopo, Luigi Rey sia il principale promotore della costituzione di un Asilo per l’Infanzia a Vinovo, che, in un periodo in cui la mortalità infantile era altissima e l’infanzia spesso trascurata, aiuti le famiglie nella cura dei più piccoli.

I primi documenti relativi alla fondazione dell’Asilo sono del 1857 e dimostrano come tale esigenza fosse avvertita dal Comune di Vinovo che, con due delibere di Consiglio Comunale, una in data 7 giugno 1857 e l’altra il 25 aprile 1858, riconosceva la necessità di avere un asilo per l’infanzia. Il Comune di Vinovo non disponeva tuttavia all’epoca dei necessari strumenti legislativi e finanziari per garantire un servizio di questo tipo alla cittadinanza ed è per questo che si rilevò decisivo l’intervento della famiglia Rey.

Il 20 marzo 1859 viene fondata a Vinovo una Società d’Azionisti che coinvolge come primo firmatario Luigi Rey e come azionisti la borghesia vinovese. Uno di questi, Giuseppe Sanmartino, destina alla Società, con lascito testamentario, casa e giardino da utilizzare per l’asilo dopo la sua morte e quella dei suoi familiari. Con queste credenziali e l’aiuto del Comune, la Società presenta una richiesta al Governo Sabaudo per l’edificazione di un asilo per l’infanzia. Con sorpresa di tutti il 3 maggio 1859, con decreto d’Eugenio di Savoia, controfirmato dal Conte di Cavour, viene approvata l’edificazione nel Comune di Vinovo di un Asilo per l’Infanzia, per fanciulli d’ambo i sessi; il documento riconosce inoltre la validità del legato testamentario di Giuseppe Sanmartino. Viene dunque immediatamente convocata l’Assemblea Generale della Società per l’approvazione del Regolamento Organico dell’Asilo (lo Statuto), composto da 59 articoli.

Il 26 giugno 1859 il Ministero degli interni del Piemonte emana il decreto d’esecutività del Regolamento Organico nei suoi 59 articoli; regolamento che rimarrà invariato fino al 20 ottobre 1915, quando gli articoli saranno ridotti a 34.

Divenuto esecutivo lo Statuto, l’11 di ottobre 1859 i soci si riuniscono quindi per la nomina del primo Consiglio di Amministrazione, così composto:

Presidente: Luigi Rey
Vicepresidente: Martina ( notaio )
Tesoriere: Giovanni Filippi
Segretario: Secondo Parpaglione
Prevosto: Don Giacomo Roda
Economo: Don Pietro Boglioni

Trascorre tuttavia ancora un anno prima dell’avvio dell’attività, un anno durante il quale la Società provvede ad affittare i locali per l’asilo (in attesa di poter entrate in possesso del lascito testamentario del Sanmartino) ed a contattare Congregazioni Religiose che siano disponibili a fornire le proprie suore come maestre per l’Asilo. Non possedendo invece tempo ed esperienza sufficienti per la redazione di un Regolamento interno dell’Asilo, la Società adotta provvisoriamente quello vigente presso l’Asilo Infantile di Moncalieri.

Reperiti, grazie anche ad una donazione dell’Ordine Mauriziano, i libri ed i banchi scolastici, il 19 ottobre 1860, l’Asilo per l’Infanzia apre i battenti, ospitando i primi 40 bambini, di cui 40 ammessi gratuitamente e 44 dietro versamento di una retta. Lo Statuto prevede infatti che la metà dei frequentanti venga scelta tra le famiglie più indigenti del paese ed iscritta di diritto a titolo gratuito. Le prime maestre, Suor Benvenuta e Suor Angelina, appartengono alla congregazione del Convento di Borgomanero.

Già dopo un anno si manifesta tuttavia l’esigenza di trovare locali più idonei e così l’anno successivo l’asilo si trasferisce nei più ampi locali di casa Canavero, affittati con il contributo del Comune. Alla morte della vedova Sanmartino nel 1866 stabilisce infine la sua sede presso la casa acquisita con legato testamentario.

Nel 1870 la cura dei piccoli ospiti passa dalla Congregazione di Borgomanero, che lascia l’Istituto per difficoltà economiche, alle Suore Giuseppine di Pinerolo, che iniziano la propria attività di insegnamento sia presso l’Asilo, sia presso le scuole elementari, fondate sempre grazie al contributo di Luigi Rey.

Le Suore occupate nell’istruzione elementare interromperanno l’attività nel 1924, con il passaggio delle Scuole Elementari alla Provincia, mentre le consorelle proseguiranno la loro opera all’interno dell’Asilo ininterrottamente fino alla data odierna.

Nel 1893, l’Asilo si ingrandisce ulteriormente: alla sua morte Luigi Rey lascia infatti in eredità all’Istituto il caseggiato ed i giardini già concessi in uso fin dal 1871, nonché una rendita di 250 lire in favore del medesimo, con l’unica condizione che l’Amministrazione si impegnasse ad accettare gratuitamente presso l’Asilo 20 bambini, tra maschi e femmine, figli degli operai poveri dell’impresa di famiglia.

Sotto la guida del nuovo Presidente, nipote del fondatore, tra il 1900 e il 1902 vengono eseguiti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del caseggiato, su progetto degli Ingegneri Caselli e Quaglia.

La struttura non subirà altri interventi fino al 1914, con l’installazione della luce elettrica. Ed il 1914 è anche l’anno in cui il Consiglio di Amministrazione, per far fronte alle calamità dell’imminente guerra, delibera di utilizzare fondi straordinari, raccolti grazie ad un Comitato di Soccorso, per ampliare la sua opera di educazione e di assistenza alle famiglie. Stabilisce dunque, in deroga allo Statuto, di accogliere gratuitamente nell’istituto infantile, durante tutta la durata della guerra, i fanciulli delle famiglie povere, anche se non avessero raggiunto l’età di tre anni o avessero di poco superato gli anni sei. Garantisce inoltre un orario continuato di apertura dalle 7:00 alle 19:00,con la distribuzione di due pasti giornalieri. A questi provvedimenti si aggiunge il prelievo dal fondo di riserva della Società di lire 50 da devolvere alla Croce Rossa Italiana.

Superata la Grande Guerra, anche l’Asilo per l’Infanzia, che nel 1928 conta 114 alunni, viene investito dopo qualche anno dalle riforme introdotte dal Governo Fascista. Il Gran Consiglio del Fascismo afferma il principio che la scuola, la G.I.L e il G.U.F formano insieme uno strumento unitario di educazione fascista.

Si precisa inoltre con questo documento come l’attività debba essere inquadrata nelle direttive del Regime “per assicurare un più intimo e organico coordinamento disciplinare”.

Si rende così necessario includere nei Consigli Amministrativi delle varie istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza preposte ad asili e ad istituti di assistenza giovanile un componente designato dal Provveditore agli Studi della Provincia e uno del comando Federale della G.I.L.

Travolto poi dalle difficoltà economiche del periodo bellico, l’Asilo si vede costretto a beneficiare fino al 1965 del contributo alimentare gratuito U.S.A.-A.A.I. (Attività Assistenziali Italiane e Internazionali), mentre i suoi alunni, diminuiti nel primo dopoguerra, tornano a superare il centinaio, anche in ragione della forte presenza di famiglie di immigrati che purtroppo non dispongono spesso di mezzi per versare la retta. Intanto nel 1962, dopo laboriose trattative, il Consiglio di Amministrazione delibera la cessione gratuita da parte dell’Asilo al Comune di parte dei propri locali e dei giardini, dietro impegno del Comune a costruirvi un fabbricato per la scuola materna da cedere in uso perpetuo all’Ente Asilo con l’onere, per il Comune, di garantire altresì la manutenzione ordinaria e straordinaria del fabbricato. Tale accordo venne poi recepito in atto pubblico il 28 aprile 1997.

Nel frattempo, sotto la guida di Giuseppe Ramello, primo presidente non appartenente alla famiglia Rey, l’Asilo per l’Infanzia muta la sua forma giuridica.

Inizialmente inquadrato come I.P.A.B. (Istruzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza), ottiene successivamente (D.G.R. n.36-1364 del 17 marzo 1992) il riconoscimento, come Ente morale, della Personalità Giuridica di diritto privato, sottraendosi al controllo esercitato sulle delibere del Consiglio di Amministrazione da parte del CO.RE.CO.; rimane invece assoggettato al controllo del Ministero dell’Istruzione attraverso la Direzione Didattica Statale di zona.

Muta conseguentemente anche il nome: il 14 giugno 1997 la Giunta Regionale approva un nuovo Statuto, più conforme alla natura di Ente Privato della Scuola, e modifica la denominazione dell’Istituto da “Asilo Infantile, Luigi Rey”, in “Asilo Infantile di Vinovo”.

Il 17 luglio 1997, vista l’aderenza ai requisiti richiesti dalla L.R. n. 61 del 1996, il Comune stipula con l’Asilo Infantile una convenzione della durata di 3 anni (tacitamente rinnovabile), che prevede la presentazione al Comune del bilancio dell’Istituto per l’elargizione di un contributo annuale con l’intervento di una commissione paritetica, la quale assicuri che l’utilizzo dei contributi siano in linea con la L.R.n 61.

Adeguati i locali alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e le cucine alle norme igieniche vigenti, nel 2001, l’Asilo Infantile di Vinovo, è stato riconosciuto come scuola paritaria ai sensi della legge 10 marzo 2000, n.62.

Ulteriori interventi in materia di sicurezza vengono effettuati, con il rifacimento dell’impianto elettrico, per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi. Interventi di questo tipo, continueranno naturalmente nei prossimi anni, per garantire una struttura adeguata alle esigenze educative attuali.

Alla data odierna l’Asilo ospita n. 121 bambini, divisi in 5 sezioni, seguiti da 6 maestre laiche, e 3 ausiliare alle dipendenze dell’Istituto, 1 insegnante di inglese madrelingua e 1 insegnante di psicomotricità.